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La vita

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La vita è imprevedibile ti sorprende quando meno te lo aspetti, quando sei preso a fare tutt'altro, e devi fermarti perché non puoi non dargli retta. E' un labirinto dove non si torna mai al punto di partenza, ognuno sceglie il suo percorso e apre le sue porte. La vita è mobile, ed appartiene a chi sa muoversi con lei, a chi è capace di danzare al ritmo delle gioie e dei dolori, e a chi non si ferma mai, né per un passo sbagliato, né quando la musica svanisce in lontananza. La vita è come un fiume in piena che scorre impetuoso tra le valli di una montagna. Il fiume non conosce pause, non inverte la sua direzione, non evita gli ostacoli. Sbatte sui massi con la stessa testardaggine di sempre. Aggira le avversità, assecondando gli argini e andando incontro al suo destino. Il fiume porta la vita con se, permeando nell'ambiente circostante. Ma l'essere umano è un animale strano, si ostina ad aggrapparsi ad un masso, a volte in apnea, altre con la testa al di fuori dall'acqua. Lui è consapevole di non poter vincere la corrente, come sa che prima o poi dovrà lasciare quel masso, allo strenuo delle forze, senza poter percorrere il fiume se non per pochi metri, perdendo per sempre la sua possibilità di scoprirne le bellezze.

Il fiume fa parte di un ciclo, non c'è nessuna tristezza nel vederlo scomparire sotto terra o disperdersi nel mare, perché anche se non lo si vede non vuol dire che non esista più.

L'essere umano è tormentato dalla paura della morte, ma bisognerebbe accettarla come semplice conseguenza della vita. Non importa se si abbandona questo mondo in punta di piedi, come un ballerino esce di scena accompagnato dai violini, o se se termina in una cascata tra il rombo dell'acqua che scroscia sui massi, perché comunque l'orchestra continuerà a suonare, il fiume a scorrere, e la gente a vivere. Non importa quanto tempo sei stato sul palco, né quanta gente c'era tra il pubblico, l'importante è che ti sia esibito per te stesso e che ti sia divertito nel farlo. Prima che il fiume proceda nel silenzio della foresta, voltati un'ultima volta, sopprimi le lacrime e i rimpianti, ed ascolta gli applausi del pubblico, è il tuo show, ma ora devi fare posto a qualcun altro.

In questi ultimi mesi la vita mi ha sorpreso più volte, i piccoli massi su cui ho sbattuto nel mio percorso mi hanno messo alla prova, aiutandomi a smussare alcuni angoli del mio carattere, ma ciò che mi ha dato la forza di di continuare è stata la mia fede per la vita. Non vi racconto di come i miei documenti mi hanno abbandonato per qualche giorno, volando nelle filippine insieme a carte di credito, soldi e fotocamera, privandomi di ogni identità; sarebbe surreale. Ma voglio condividere un episodio che mi è accaduto pochi giorni fa. Nel momento in cui alcuni timori aleggiavano su di me, dopo che davanti ad uno dei bivi della vita ho scelto il mio percorso, che in qualche mese mi condurrà in medio oriente, sono stato derubato della mia collanina, ma soprattutto di due ciondoli a cui ero molto affezionato. Si, perché la vita è fatta anche di questo, di simboli, di segni che ci aiutano a comprenderla. La croce che portavo al collo sin da bambino, che mi ricordava le mie origini viaggiando per il mondo, e un cornetto regalatomi da un prezioso amico, con l'auspicio di proteggermi. Al di fuori della religione, della superstizione, questi erano dei simboli a cui avevo dato il mio significato, erano parte di me, della mia identità. In un momento di indecisione, dove la fiducia per l'altro era fondamentale, essere derubati è stato qualcosa che ha insinuato ulteriori dubbi, ulteriori domande. Tuttavia, dopo una notte di temporali, con la città mezza allagata, lì, al centro della strada, ho ritrovato il mio cornetto, luccicante come non mai. Cosa vuol dire? nulla, semplicemente questa è la vita, per quanto puoi sforzarti di comprenderla, continuerà a sorprenderti sempre, perderai alcune cose, e una parte di te con esse, ne scoprirai altre, e crescerai . I simboli assumeranno diversi significati, e le parole allo stesso modo, ma quello che conta è mantenere la voglia di vivere. Bisogna lasciarsi andare. Come una busta trasportata dal vento che si libra in volo, si avvolge su se stessa, scende a terra, cambia direzione, urta gli ostacoli, ma non si ferma mai. Perché la vita è mobile, ed è di chi sa danzare, di chi senza saper nuotare percorre le rapide, di chi si lascia trasportare dal vento.

 

TANTI AUGURI DI BUONA PASQUA


Comments   

 
0 #2 Anemonalove 2017-07-07 10:41
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0 #1 Luca 2013-06-04 15:19
Sei un grande
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Chi Sono

Mi chiamo Stefano Bonanni, classe 1985, sono un mediatore interculturale laureato in Scienze per la Pace. Tra il 2009 e il 2012 ho viaggiato via terra dall'Italia all'Asia, ho attraversato la Russia in treno, girato per i deserti della Mongolia in una jeep, pedalato su di una Mtb in Vietnam, Cambogia, Thailandia. Viaggiato su navi intorno l'Indonesia raggiungendo le Filippine. Ho girato l'Australia in macchina e sono tornato di nuovo in Asia su di una nave merci, da dove ho ripreso il mio viaggio verso l'Italia, passando per le vette della Cina del Pakistan e del Nepal, gli asharam indiani, il Kurdistan, la Giordania, la Palestina, e l'Egitto.