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ViaggioVersoEst Home

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Questo viaggio comincia dalla strada. Precisamente da una: via Marsala, nei pressi della stazione Termini di Roma. Qui ho speso diverso tempo della mia vita lavorando a contatto con i senza fissa dimora, introducendo anche Barbara a questa realtà. Con il passare del tempo cambiavano i volti ma le storie rimanevano sempre le stesse. Storie di persone perseguitate da governi o vittime di quella che oggi è la tanto auspicata globalizzazione. Si, perché forse non tutti sanno che globalizzazione non è altro che l'occidentalizzazione del mondo. Dove prima  c'erano risorse in abbondanza per tutti, oggi le multinazionali hanno privatizzato terreni, creando milioni di sfollati che si riversano ai bordi delle nostre città. Essi non fanno altro che venire qui a reclamare le nostre briciole, quando il cibo con cui banchettiamo in realtà è il loro. Nel tentativo di intraprendere rapporti commerciali abbiamo soppiantato governi, instaurato regimi sub-fascisti, e finanziato guerre. La sorte delle persone che transitano in questa via, alla disperata ricerca di un posto dove dormire o di un pasto caldo, non è altro che la conseguenza delle nostre azioni. Cercando di aiutare i più bisognosi non potevamo non cadere nell'incoerenza di questa società, che con una mano dà e con l'altra toglie. E proprio da questo sentimento di incoerenza nasce la voglia di partire per comprendere a fondo altre culture ed essere più consapevoli in futuro delle proprie azioni.

In una società sempre più votata all'individualismo, dove l'altro è solo fonte di problemi, le diversità vengono soppresse e ciò che conta è solo il profitto, lentamente stiamo perdendo una parte importante di noi. Un'unica cultura sembra predominare nel  mondo: e questa è la noncultura occidentale. Questo viaggio nasce dall'esigenza di riappropriarci di qualcosa di nostro, di una cultura che ormai sta scomparendo e con essa le nostre identità. Analizzando differenti stili di vita, andremo alla ricerca di una alternativa al capitalismo che ormai domina le nostre vite. Viaggiando verso est, avremo modo di entrare in contatto con differenti culture che ancora oggi conservano la propria originalità. Per comprendere al meglio i posti in cui arriveremo, nel nostro viaggio non utilizzeremo mai gli aerei, cercando di raggiungerli il più lentamente possibile. Utilizzeremo treni, pullman, navi, biciclette, andremo a piedi e faremo l'autostop nel tentativo di raggiungere le nostre mete. Al contrario dei turisti il nostro obiettivo è quello di adattarci alle esigenze del posto, non stravolgendolo con le nostre abitudini. Il nostro viaggio ci porterà ad attraversare la Russia nell'ombra del comunismo, la Mongolia di Gengis Khan e la Cina di Mao, ma nonostante ciò, la nostra attenzione sarà rivolta alla gente comune. E' cosi che il 14 novembre 2009 ci ritroviamo a percorrere gli ultimi metri di via Marsala verso l'ingresso della stazione, il nostro viaggio non poteva che iniziare da qui. Nella nostra mente scorrono i volti delle persone che lasciamo, senza sapere quando avremo modo di rivederli. Con due zaini da trekking riempiti al massimo ci avviamo alla ricerca del nostro treno. Al fischio di partenza un piccolo sguardo indietro per poi proiettarci nel nostro viaggio. Da oggi le nostre vite assumono un nuovo senso.

Buona Lettura...

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Chi Sono

Mi chiamo Stefano Bonanni, classe 1985, sono un mediatore interculturale laureato in Scienze per la Pace. Tra il 2009 e il 2012 ho viaggiato via terra dall'Italia all'Asia, ho attraversato la Russia in treno, girato per i deserti della Mongolia in una jeep, pedalato su di una Mtb in Vietnam, Cambogia, Thailandia. Viaggiato su navi intorno l'Indonesia raggiungendo le Filippine. Ho girato l'Australia in macchina e sono tornato di nuovo in Asia su di una nave merci, da dove ho ripreso il mio viaggio verso l'Italia, passando per le vette della Cina del Pakistan e del Nepal, gli asharam indiani, il Kurdistan, la Giordania, la Palestina, e l'Egitto.