VIETNAM

Dopo aver trascorso tre giorni al confine con il Vietnam, in una cittadina ai piedi di una montagna, mi rimetto in viaggio abbandonando definitivamente la Cina. Oltrepasso la dogana senza particolari problemi e con più facilità del previsto: a nessuno viene in mente di controllarmi le bici con sopra i bagagli. Una volta espletate le brevi formalità mi ritrovo a pedalare nel territorio vietnamita. Percorrendo una strada rettilinea cominciamo a scorgere le prime indicazioni per Hanoi: la capitale. Ma l’idea di puntare dritto verso un grande centro abitato e di ritrovarmi a pedalare alle porte di una città industrializzata con il conseguente traffico e smog non mi attrae molto. Così, decido di svoltare verso la costa percorrendo strade secondarie. Indubbiamente mi lascio alle spalle il rumore delle auto che transitavano a pochi centimetri da noi, tuttavia, ora mi ritrovo a pedalare in strade di campagna non sempre asfaltate e prive di indicazioni.
Quelli che sarebbero dovuti essere pochi chilometri, si trasformano irrimediabilmente in un viaggio di più giorni. Attraverso piccoli villaggi tra lo stupore della gente del posto, evidentemente non abituata ad un “cicloviaggiatore”, procedendo a basse velocità. Percorro strade che costeggiano lunghe risaie dove molte persone lavorano indossando dei caratteristici cappelli conici fatti di paglia. E finalmente raggiungiamo Ha Long Bay, patrimonio dell’Unesco e considerata l’ottava meraviglia al mondo.

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